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NUOTO

 


Caratteristiche generali
Sin dall’edizione di Roma 1960, il nuoto è stato uno degli sport prinicpali dei Giochi Paralimpici. Analogamente alle olimpiadi, gli sfidanti in gara si misurano nello Stile Libero, Farfalla, Rana, Dorso e gare miste. Ad oggi, si contano circa 85 paesi, nel mondo, in cui si pratica questa disciplina, a livello di disabilità fisica intellettiva o visiva, sia uomini che donne.
Come per gli  altri sport paralimpici, gli atleti sono classificati in base alle loro abilità funzionali.
Governa il nuoto l’IPC con il coordinamento del Comitato Tecnico Nuoto che a sua volta incorpora i regolamenti FINA (Federazione Internazionale Nuoto).
Le regole fissate dalla FINA sono modificate leggermente, per adattarsi agli atleti con disabilità: sia con piattaforme optional che con partenze in acqua o segnali sonori per nuotatori ciechi o disabili visivi sia al momento della virata che all’arrivo.
Non sono consentiti, in acqua, dispositivi come protesi o supporti vari.
La tenuta consentita, per i nuotatori, consta, esclusivamente, di un costume da bagno, cuffia e occhialini. Sono vietati dispositivi che aiutino la resistenza, il galleggiamento o la velocità del gesto atletico.
Ai Giochi Paralimpici, si utilizza una piscina standard (50m x 8 corsie) e la gara consta di batterie preliminari, eliminatorie, per individuare gli otto migliori che accedano alle finali. La partenza dei nuotatori può avvenire in modi differenti, a seconda della disabilità: classicamente in piedi, seduti a fianco del trampolino o, appunto, in acqua. 


Cenni Storici
Come dicevamo, il debutto del noto sulla scena paralimpica, avviene a Roma 1960. Da allora l’interesse del pubblico, il numero di atleti competitori ed il livello tecnico è cresciuto in modo esponenziale: già a Sydney 2000 si contavano, tra gli iscritti alle competizioni, 352 uomini e 216 donne da 62 nazioni: gli spettatori, nei 9 giorni di gara, furono ben 200.000.

 

VELA

 

Caratteristiche generali
E’ una disciplina Paralimpica, relativamente giovane: compare tra gli sport dimostrativi, per la prima volta, ad Atlanta 1996, per diventare a tutti gli effetti disciplina da medaglia a Sydney 2000.
Questo sport è aperto ad atleti con amputazioni, cerebrolesioni, cecità o disabilità visiva, lesioni spinali e ‘les autres’. Il sistema di classificazione nella Vela è fondato su quattro parametri: stabilità, funzionalità della mano, mobilità e visibilità. Le classi veliche riconosciute sono tre:

2.4 (equipaggio singolo)
UD18 (2 di equipaggio)
Sonar (3 di equipaggio)

Le imbarcazioni 2.4 e Sonar sono riservate alla maggior parte dei gruppi di disabilità; l’imbarcazione per il Doppio, invece, è concepita espressamente per gli atleti affetti da disabilità particolarmente grave.
L’organismo internazionale che regola questa disciplina sportiva è l’IFDS, che coopera in stretta relazione con la Federazione Internazionale Vela. Questo sport ha visto, in questi ultimi anni, uno sviluppo ed una diffusione rapidissimi, fino a registrare, nell’anno 2008, ben 70 nazioni in cui si pratica attività velica a livello agonistico. In Italia attualmente si praticano competizioni solo nella Classe 2.4, una categoria integrata: aperta cioè a soggetti normodotati e disabili indistintamente e dedicata a competizioni miste. In particolare, però, la 2.4 è classe aperta solamente a disabili con handicap fisico. Esiste un protocollo d’intesa tra CIP e FIV che definisce i rispettivi ambiti d’intervento e di collaborazione. I campionati italiani CIP si svolgono congiuntamente a quelli FIV con classifiche avulse. Anche i disabili mentali e non vedenti praticano vela ma in altre classi veliche.

Cenni storici

Sulla scena internazionale, la vela per atleti con una disabilità, nasce nel 1980: la prima regata per disabili, a livello mondiale, si svolse in Svizzera, a seguire le edizioni di Germania, Francia e Paesi Bassi. Il Comitato Internazionale Vela per Disabili fu istituito nel 1988, col compito di organizzare eventi agonistici, fornire informazioni e divulgare la vela tra le persone con disabilità. L’anno di fondazione dell’IFDS, invece, è il 1991. L’anno seguente si tengono i primi Campionati del Mondo di Vela per Disabili, in Spagna ed in concomitanza, ma a latere, delle Paralimpiadi di Barcellona 1992. Poi la comparsa ad Atlanta 1996, dicevamo, quale disciplina dimostrativa ed il debutto a Sydney 2000.

 



 



01/11/2010

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