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SCHERMA IN CARROZZINA


CARATTERISTICHE GENERALI


I gesti tecnici nella scherma in carrozzina sono uguali a quelli dei normodotati, fatta eccezione per l’affondo, che qui manca. Come manca il dinamismo: la scherma in carrozzina è uno sport essenzialmente statico.
La scherma per disabili si pratica solo in carrozzina ancorati su una pedana metallica regolabile (per le misure delle diverse armi), ben fissata al pavimento con un’angolazione di 110°rispetto all’asse centrale ed ancorata su entrambi i lati alla pedana per questioni di sicurezza.
Il regolamento tecnico prescrive l’equipaggiamento e le misure delle carrozzine.
La scherma in carrozzina è governata dall’Internartional Wheelchair Fencing Committee (IWFC) che è parte dell’IWAS (International Wheelchair and Amputee Federation).
Nella scherma per normodotati, due schermidori competono su una pedana di 14 metri. Nella scherma in carrozzina la competizione è statica.
Questo sport è aperto a tutti coloro che hanno amputazione degli arti inferiori, lesioni spinali o cerebrali.
Il bersaglio valido per il fioretto e la sciabola è lo stesso delle competizioni per normodotati.
Nella spada il bersaglio valido è tutta la parte del corpo sopra la cintura delimitata da una parannanza che viene indossata sotto e che cancella tutti i colpi al di fuori del bersaglio.
Mentre nel fioretto e nella sciabola le gare, individuali e a squadra, sono riservate indistintamente a donne e uomini, la spada, individuale o a squadra, è solo per uomini
 I piedi devono rimanere nel poggiapiedi e l’atleta deve rimanere seduto.


Cenni storici


La scherma per atleti in carrozzina è stata proposta, per la prima volta, da Sir. Ludwig Guttmann all’ospedale di Stoke Mandeville, in Inghilterra, nel 1953 e fu introdotta nei programmi paralimpici a Roma 1960. Oggi, questa disciplina, è praticata in più di 24 nazioni.


TIRO A SEGNO

 

CARATTERISTICHE GENERALI


Il tiro a segno è uno sport basato sulla precisione ed il controllo nel quale I tiratori usano pistole o carabine per sparare un a serie di colpi verso un bersaglio fisso. Le gare ai Giochi Paralimpici sono aperte ad atleti con disabilità fisica.
Sperimentalmente gareggiano anche atleti non vedenti.
Esistono 2 tipi di competizioni: in carrozzina ed in piedi. Gli atleti  gareggiano in specialità di pistola e carabina da una distanza di 10, 25 e 50 metri in categorie maschili, femminili o miste. Il tiro a segno utilizza un sistema di classificazione funzionale che dà la possibilità ad atleti di differente classe di disabilità di gareggiare insieme individualmente o in squadra.
Il tiro a segno è governato dall’ International Paralympic Shooting Committee (ISCD) che segue le regole dell’International Shooting Sport Federation (ISSF). Queste regole tengono nella giusta considerazione le differenze che esistono tra il tiro a segno per normodotati ed il tiro a segno per disabili. Questo sport ha iniziato a far parte del programma paralimpico a partire dai Giochi di Toronto del 1976 ed è attualmente praticato da 51 nazioni.
L’obiettivo del tiro a segno è di colpire con una serie di colpi l’anello centrale del bersaglio che è suddiviso in 10 anelli concentrici con un punteggio a scalare da 1 a 10. nella finale gli anelli sono suddivisi in più zone di punteggio tra 10 e 9.
Le gare di tiro a segno sono suddivise in due grandi specialità: carabina e pistola a 3 distanze: 10,25 e 50 metri. Le regole dipendono dall’arma, dalla distanza, dal bersaglio, dalla posizione di tiro, dal numero di colpi e dal tempo limite.
Ogni gara è svolta attraverso una fase di qualificazione ed una finale. Il punteggio della finale viene aggiunto al punteggio ottenuto dall’atleta in qualificazione. Vince l’atleta che ottiene il punteggio più alto al termine della gara.
Delle 12 specialità paralimpiche, 6 sono aperte sia agli uomini che alle donne, 3 solo alle donne e 3 solo agli uomini.


Cenni storici


Il Tiro a Segno fa la sua comparsa, come disciplina paralimpica,  a Toronto nel 1976. L’incremento nei praticanti è stato tale, negli anni, che ad oggi, 2008, sono ben 59 i paesi dei prticanti. Nel tempo il sistema di classificazione degli atleti si è orientato in senso strettamente funzionale, non genericamente a seconda della disabilità: cosi si è passati dalle ‘vecchie’ 5 classi che prevedevano competizioni separate, a Seoul 1988, a 3 sole classi con gare integrate, entrate in vigore sin da Atlanta 1996.

 



01/11/2010

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